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Progetto per Gubbio

25.04.2014 20:46

Linee di indirizzo programmatico per le amministrative di maggio 2014 delle liste:  PRC-GUBBIO LIBERA

 

Le liste che sostengono il presente programma di governo sono l’autentica espressione della sinistra eugubina, sintesi di percorsi politici di gruppi e di singoli che si sono sempre impegnati per assicurare alla città di Gubbio prospettive di progresso sociale, culturale, economico.

Gubbio esce da una drammatica fase di vuoto amministrativo di ben tre anni.

Due anni di patetica conduzione del governo cittadino in mano ad un partito dilaniato al proprio interno, non su questioni di prospettiva politica, che ha affidato la città a persone totalmente inadeguate sotto ogni punto di vista. Due anni conclusi col il commissariamento.

Il Commissari Prefettizio ha condotto l’amministrazione concentrando la propria attività su temi legati alla sicurezza e sul mantenimento degli equilibri di bilancio, tentando di gestire alcune iniziative di rilevanza urbanistica avviate dalla precedente amministrazione con varianti al PRG.

L’improvvido coinvolgimento diretto nel progetto di ristrutturazione delle Logge dei Tiratori, progetto privo di ogni valenza economica, funzionale e culturale, è stato il momento meno brillante della attività commissariale.

Certo la pressione che su questo progetto di iniziativa privata hanno esercitato le associazioni di categoria, le rappresentanze sindacali ed una buona parte dell’informazione locale hanno probabilmente fatto pensare al Commissario che la città avesse potuto accettare l’impattante progetto, pensando quindi di poterlo autorizzare. Alla fine però la democrazia ha vinto e la decisione finale è stata demandata a quando i cittadini avranno scelto i propri rappresentanti ed allora saranno gli organismi istituzionali a valutare e decidere, nella pienezza dei poteri delegati.

Ed è proprio da questo elemento che dovrà ripartire l’azione amministrativa.

Dobbiamo ritrovare il bandolo della matassa, ripartendo dal 2010, recuperando lo slancio che nei due mandati elettorali del 2001 e del 2006 ha dato a Gubbio una amministrazione che tanto e tante cose ha fatto per la città.

Slancio che dovrà consentire di recuperare questi tre anni persi e di aggiornare quei programmi di governo basati sulla autorevolezza della rappresentanza, sulla correttezza e concretezza dell’agire amministrativo, sulla libertà nelle scelte da padrini politici e padroni economici.

Non è questione di vecchio e nuovo.

La faccenda riguarda ancora la volontà dell’impegno a mettersi a servizio della città e del territorio, sapendo ascoltare e sapendo coinvolgere nelle fasi di preparazione delle decisioni e di formazione di progetti ed atti.

Noi crediamo ancora che esistano profonde differenze tra cultura di destra e di sinistra.

Così come siamo convinti che soltanto una sinistra rinnovata e svincolata dalle vecchie logiche di spartizione partitica possa assicurare un dignitoso futuro ai cittadini di Gubbio.

Certo le difficoltà economiche, i disagi che percorrono la nostra società, oggi sono molto forti.

Le amministrazioni locali sono sempre più nella condizione di essere abbandonate a se stesse da scelte e strategie dei governi nazionali che sembrano impegnati prevalentemente a far ricadere sui cittadini e sugli enti territoriali i costi di politiche economiche pesantemente condizionate dalla finanza mondiale e dalle banche  che interviene dettando regole che soffocano le classi medio basse.

In questo quadro candidarsi ad amministrare un città come Gubbio è atto di grande responsabilità politica e civile.

Lo facciamo consapevoli delle difficoltà esistenti nell’intento di fornire il nostro contributo per consentire a Gubbio ed agli eugubini di avere un futuro migliore del presente.

Lavoro, ambiente, cultura, diritti: non è uno slogan, sono i punti da cui vogliamo ri-partire.

 

LAVORO

Nel nostro paese il lavoro è una variabile dipendente dalle manovre speculative di un capitalismo, locale, nazionale ed internazionale, sempre più speculativo e per il quale le donne e gli uomini non sono che dei numeri.

La crisi del distretto delle costruzioni mette in grande difficoltà le due attività industriali storiche che producono cemento.

E’ lecito ritenere che questa situazione sia strutturale, data anche la saturazione del mercato dell’edilizia abitativa, settore che potrà avere sviluppo soltanto nel recupero e valorizzazione del patrimonio esistente.

La realtà imprenditoriale locale dovrà essere chiamata a confrontarsi con tutti i soggetti interessati, tentando di individuare strategie e percorsi integrati  di scala.

Nuove opportunità di lavoro potranno venire alla creazione di nuove/antiche professionalità che possono riattivare e valorizzare antichi mestieri.

In questo campo ed in altri legati alla innovazione, il Comune in collaborazione con il sistema provinciale per la formazione professionale sarà impegnato alla definizione di nuovi  progetti utili alla creazione di puntuali professionalità che possano inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro.

Parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro in questa fase sembra quasi una sfida, ma è proprio in queste condizioni che la guardia può abbassarsi e portare a ritenere la sicurezza un onere piuttosto che una necessità.

Il Comune sarà impegnato con gli enti proposti a monitorare e tenere aggiornato il quadro per scongiurare la normalizzazione della piaga degli incidenti sul lavoro.

Sarà espletato ogni sforzo per semplificare la macchina amministrativa che non può essere ostacolo alle iniziative utili e di prospettiva, nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee.

Tra le attività produttive sarà incentivata ed incoraggiata l’agricoltura e la zootecnia, mettendo a frutto le potenzialità dei finanziamenti europei per le politiche agricole, salvaguardando, sviluppando e valorizzando le produzioni tipiche e quelle che verranno riprese e riscoperte.

I marchi di qualità saranno il passaggio che attraverso la tutela sapranno veicolare le specificità del territorio eugubino.

Il patrimonio comunale sarà reso disponibile ad iniziative di imprenditorialità vera e preferibilmente giovanile che si muoveranno in questa direzione.

In particolare ricopre specifica importanza l’attivazione dei distretti rurali quali nuovo strumento di governance.

Le Piccole Medie Imprese locali andranno incoraggiate ed agevolate nei percorsi di innovazione e di qualità dei prodotti, contribuendo ad incrementare le strategie di internazionalizzazione della collocazione dei prodotti e incentivando una maggior integrazione della nostra identità territoriale anche nelle strategie regionali di promozione  del sistema Umbria.

 

AMBIENTE

La Pianificazione Urbanistica dovrà restare in capo alla pubblica amministrazione. Le iniziative e gli interessi privati restano subordinati alla ribadita affermazione della priorità dell’interesse pubblico.

Piena e coerente attuazione del vigente PRG, a partire dai principi di sussidiarietà e di salvaguardia che lo caratterizzano.

Aggiornamento normativo e procedurale alle subentrate modifiche legislative.

Aggiornamento di alcune norme di attuazione alla luce del modificato contesto economico e sociale, profondamente differenziatosi negli ultimi cinque anni, con particolare riferimento alle zone di riqualificazione urbana e alle aree agricole.

Tutela paesaggistica e ambientale, salvaguardia della biodiversità, del patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale resteranno elementi non negoziabili.

Le aree produttive andranno riponderate sia nella loro consistenza sia nelle attività in esse realizzabili, escludendo nuovo consumo di suolo.

La città in cui ha sede l’Associazione Nazionale Centri storici e che per anni è stata riferimento

politico e culturale per addetti ed enti non può non rilanciare ogni sforzo su questa materia.

Salvaguardare il centro storico mantenendolo vivo e sottraendolo al destino che hanno già subito tante città di spoliazione e desertificazione.

La residenzialità abitativa ed il mantenimento e rilancio dei servizi e delle attività sono condizioni indispensabili da assicurare.

Il Centro Storico deve riacquistare centralità per l’intero territorio, comunale e comprensoriale.

Le frazioni dovranno ulteriormente definire la propria caratteristica di nodi di una rete policentrica  urbanistica e sociale in cui nessuno degli elementi costitutivo dovrà ritenersi chiuso ed autosufficiente.

Il trasporto pubblico dovrà essere necessariamente migliorato in questa direzione.

Il Territorio agricolo rappresenta un bene prezioso per l’economia e l’equilibrio paesaggistico ed idrogeologico ed in quanto tale deve essere tutelato, senza ingessarlo, ma sapendo valutare in prospettiva medio lunga ogni iniziativa che preveda nuovo sacrificio di suolo.

Particolare attenzione verrà riservata alle necessità delle attività esistenti mirate alla conservazione della produttività agricola e della presenza umana ad essa collegata, presidio indispensabile per un migliore gestione del territorio.

L’impegno prioritario sarà quello  di dare pieno sviluppo alle aree già individuate ed urbanizzate,  che potranno costituire un concreto sbocco alle iniziative mirate alla conservazione delle piccole attività artigianali.

Il  potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali necessarie allo sviluppo  economico e sociale del territorio è obiettivo strategico per l’intera comunità, a partire da quelle in itinere e quelle già progettate.

La tutela dell’ambiente e della salute sono un bene della collettività imprescindibile su cui non intende assolutamente negoziare.

Si ribadisce quindi  l’assoluta contrarietà all’uso delle attuali strutture industriali e alla eventuale realizzazione  di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti o derivati tramite incenerimento.

Contrarietà che ci impegniamo a sostenere anche rispetto un quadro legislativo che dovesse far ritenere di escludere l’amministrazione comunale dagli iter autorizzativi, attivando forme di ostacolo ed interposizione dirette.

Dovrà essere ripreso e rilanciato il monitoraggio ambientale scaturito dalla sottoscrizione del Protocollo di Intesa tra aziende cementiere ed enti.

Ugualmente il monitoraggio e lo studio epidemiologico dei fattori incidenti sulla salute della popolazione dovrà essere pienamente concretizzato, non ritenendo più soddisfacenti le risposte finora ottenute né le certificazioni ambientali possedute elementi di garanzia.

La gestione del  ciclo dei rifiuti dovrà recuperare tre anni di ritardo, integrando le azioni per raggiungere gli obiettivi posti dal piano Regionale, anche alla luce dei ritardi e delle contraddizioni delle politiche e delle scelte effettuate recentemente dalla Regione stessa.

Andranno accelerati e conclusi i percorsi che potranno portare a colmare la capacità residua della discarica comunale, mettendo a regime la fase post mortem.

Le attività estrattive di cava e di miniera andranno rivalutate, soprattutto sotto il profilo delle ulteriori o nuove attivazioni, alla luce del quadro economico e produttivo attuale, certamente molto diverso da quello di dieci anni fa.

Le previsioni di riambientamento dovranno iniziare ad essere verificate e, laddove possibile, realizzate.

In campo energetico  si lavorerà per dare piena attuazione al PEAC.

 

CULTURA

 

La cultura costituisce innanzi tutto l’asse portante di una comunità solida che ha nelle proprie radici storiche l’elemento specifico che la rendono unica ed irripetibile.

In questo senso ciò che Gubbio e gli eugubini sono, esattamente per come sono, deve costituire elemento particolarmente favorevole per sviluppare compiutamente strategie che possano dare alla voce turismo quel valore, anche economico oltre che di opportunità di apertura alla diversità culturale, che finora non è pienamente valorizzato in tutta la sua potenzialità.

L’accesso alla cultura ed al sapere costituisce un diritto che va garantito ad ogni cittadino, ad iniziare dalle fasce di popolazione più svantaggiate.

L’offerta museale dovrà essere intesa sia come migliore individuazione di percorsi del museo diffuso, costituito dalle tante testimonianze storiche e culturali sparse su circuiti urbani e territoriali, sia come integrazione delle strutture museali esistenti.

Alcuni elementi andranno profondamente ripensati, partendo da una analisi attenta ed obiettiva dello stato attuale, per poter procedere ad una ridefinizione logistica basata su valutazioni scientifiche di cui il quadro attuale, abbastanza casualmente definitosi decenni fa, ha estremamente bisogno.

 

Il turismo rappresenta un asse strategico dello sviluppo del territorio che dovremo saper connettere con realtà molto strutturate limitrofe.

La consistenza del patrimonio culturale dovrà sempre più essere connessa alla qualità del nostro ambiente per essere attrattiva e giustificare, richiedere, una permanenza piacevole e stimolante.

Storia, tradizioni, artigianato,eventi, prodotti enogastronomici dovranno costituire l’offerta turistica della città di Gubbio.

L’ospitalità diffusa che  coinvolge molte delle strutture agricole del territorio può essere elemento decisivo in questo senso, integrandosi per qualità all’ospitali urbana e nelle strutture di rilevanza storica.

E’ pleonastico dire che ruolo decisivo giocano e giocheranno tutti gli operatori che agiscono in  questo settore: una nuova dinamicità degli stessi è indispensabile per consentire all’ente locale di essere parte attiva in questo processo.

Sarà utile in questo senso istituire un tavolo di confronto permanente che possa servire a superare individualismi e diversità che nel tempo non hanno consentito il consolidamento di una azione comune tra gli operatori del settore.

La coalizione intende istituire un tavolo permanente di confronto con gli operatori del settore per valorizzare  le sue vocazioni ed individuare le strategie per attuarle.

La concretizzazione dell’indirizzo alberghiero negli istituti di formazione cittadini è obiettivo che si conferma voler ottenere.

 

DIRITTI

Gli effetti della grave crisi economico-finanziaria-occupazionale, che si protrae sin dal 2008, stanno mettendo fortemente a rischio la tenuta del tessuto sociale del nostro territorio. Se a questo aggiungiamo che negli ultimi anni le scelte politiche effettuate dal governo centrale hanno prodotto una consistente diminuzione di trasferimenti nazionali, la situazione è veramente allarmante. La riduzione delle risorse destinate ai servizi sociali genera un elevato e concreto rischio di sostenibilità del sistema di protezione sociale locale e  rafforzare l’esigenza di realizzare processi di integrazione delle risorse e delle politiche, mediante piani sociali territoriali per una programmazione generale integrata basata su scelte negoziate e condivise facendo consolidare il metodo della programmazione ad ogni livello istituzionale per consentire di orientare l’investimento sociale in modo appropriato, secondo criteri di priorità e di evidenza sociale, nonché di razionalizzare le risorse disponibili.

Sarà, dunque, necessario agire nel rispetto dell’impianto programmatorio e degli assi strategici elaborati dalla Regione dell’Umbria attraverso il piano sociale vigente che detta indirizzi e vincoli per la programmazione attuativa del settore sociale alle Istituzioni del territorio nel rispetto dell’autonomia dei comuni associati per indirizzare la pianificazione di territorio (piani di zona) sulla base delle peculiarità sociali e territoriali.

Il Comune di Gubbio è Capofila per la Zona Sociale ex ambito territoriale n.7 e quindi gestisce i trasferimenti regionali e nazionali destinati alle zone sociali per gli interventi previsti dal Piano Sociale. Inoltre il Comune di Gubbio ha stipulato una convenzione per lo svolgimento di procedure di affidamento delle funzioni ed interventi sociali di competenza dei comuni. Occorre dare piena attuazione a tale convenzione che prevede di qualificare la programmazione e la gestione delle politiche e dei servizi sociali di territorio attraverso il raggiungimento obiettivi quali la  omogeneizzazione a scala di ambito dei livelli essenziali di prestazioni e servizi sociali e dei regolamenti di accesso ai servizi; la messa a regime di un Modello Organizzativo di Servizio Sociale a scala di ambito ovvero qualificazione della rete degli Uffici della Cittadinanza; la qualificazione della spesa sociale di ambito e messa a regime del Sistema di controllo della spesa sociale; la gestione associata dei servizi. La riqualificazione dell’offerta sociale deve avere come scenario di riferimento il rispetto di indicatori e parametri di qualità sociale quali: rispetto del principio di appropriatezza;  qualificazione dei modelli di servizio; rilevazione dei bisogni sommersi - non  rappresentati ai servizi sociali - grazie all’implementazione delle politiche di comunità ovvero delle risorse della cittadinanza attiva; messa a regime di un Sistema di valutazione condiviso e partecipato con i soggetti del III° Settore coinvolti nella gestione dei servizi e con destinatari e/o reti familiari interessati.

I servizi e gli interventi sociali principali riguardano:

1) area anziani e nuove fragilità sociali (funzioni di assistenza domiciliare a favore di anziani e adulti, funzione di animazione sociale all’interno delle attività laboratoriali per disabili Adulti, attività di educazione alla salute e attività sperimentali e nuove fragilità sociali).

2) area minori e responsabilità familiari (funzioni di assistenza domiciliare a favore di minori, funzioni di assistenza scolastica ed educativa).  

3) area dell’accoglienza e dell’inclusione sociale (funzioni di mediazione e accompagnamento al lavoro, funzioni di orientamento ed accompagnamento nell’ambito degli interventi e dei servizi sociali, funzioni di mediazione interculturale).

In campo sanitario, la coalizione sarà particolarmente attiva affinché la caratteristica originaria di polo dell’emergenza dell’ospedale comprensoriale sia confermata. La chiusura degli ospedali di Gubbio e Gualdo Tadino, ha contribuito ad un notevole risparmio per le casse regionali. Il nuovo nosocomio comprensoriale di Branca è inserito nella rete ospedaliera regionale e classificato dal piano sanitario regionale come ospedale di emergenza-urgenza (DEA di 1 livello). Tuttavia si continua a discutere di un nuovo riordino e di una nuova razionalizzazione del servizio sanitario regionale. Massimo sarà l’impegno affinché venga mantenuta la funzione di emergenza e urgenza onde evitare il pericolo di un declassamento ad ospedale di comunità. Inoltre, occorre garantire una sempre migliore qualità dei servizi e delle dotazioni tecnologiche offerte, mirando al potenziamento di tutte le figure professionali necessarie e cercando di accelerare il più possibile i tempi per la diagnostica che sono assolutamente insopportabili (vedi l’attesa per la mammografia).

I servizi territoriali andranno rilanciati e perfezionati, ivi compreso il ruolo dei medici di base, lavorando perché l’integrazione con le strutture sanitarie, locali e regionali, garantiscano la miglior risposta possibile al bisogno di assistenza sanitaria dei cittadini.

La coalizione si prefigge di rendere più efficiente la macchina comunale.

In tal senso un primo obiettivo sarà quello della razionalizzazione della rete informatica comunale

I vari software utilizzati dagli uffici comunali, impostati su piattaforme tecnologiche eterogenee, permettono attualmente una ridotta possibilità di integrazione tra gli uffici. L’obiettivo primario del processo di razionalizzazione dei servizi informatici è quindi favorire l’innovazione organizzativa e l’aumento della produttività dei servizi e degli uffici del Comune, facilitando lo sviluppo di applicazioni informatizzate uniformi e rimuovendo vincoli tecnologici alla interoperabilità dei sistemi informatici. Tra l’altro tali processi di rinnovamento del servizio dovranno produrre una molteplicità di effetti positivi esterni al Comune, come quelli sulla disponibilità di servizi innovativi all’intera cittadinanza (U.R.P., S.U.A.P., S.U.E.). Per un efficiente sistema informatico comunale è indispensabile realizzare un complesso integrato delle procedure informatiche. Si intende organizzare la gestione in un unico data base, completamente correlato, di tutte le informazioni elaborate dalle varie procedure, in modo tale da permettere una vera e completa integrazione di tutte le funzioni.

La realizzazione di un sistema informatico integrato dovrà consentire di: non perdere tempo per reperire i dati; poter consultare, elaborare ed aggiornare dal proprio posto di lavoro i dati di un altro ufficio; diminuire la ridondanza dei dati; limitare errori di trascrizione dei dati.

Altra caratteristica fondamentale del sistema informatico integrato comunale dovrà essere la possibilità di comunicare in maniera trasparente ed efficace con i cittadini, rendendoli partecipi dell’attività amministrativa, ai sensi della Legge 7 giugno 2000 n. 150 recante la “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, anche a beneficio degli sportelli del cittadino (URP, SUAP, SUE).

Gli applicativi gestionali dovranno consentire quindi l’erogazione di servizi a cittadini, imprese ed altri Enti pubblici sia allo sportello, che via Internet, sfruttando il sistema informatico comunale integrato. Ciò in particolare consentirà al cittadino, ad esempio, di consultare comodamente da casa la propria situazione debitoria nel confronti del Comune (per tributi, sanzioni, rette, servizio lampade votive, ecc.) ed effettuare i pagamenti on line. Oppure di conoscere in diretta lo stato di un procedimento amministrativo (ad es. una pratica edilizia) e di interagire con l’ufficio.

Un secondo obiettivo sarà quello della  valorizzazione risorse umane

Si intende adottare una serie di importanti atti in materia di organizzazione del personale, ed in particolar modo in materia di valutazione delle prestazioni dei dipendenti comunali in modo di valutare il lavoro di ciascun ufficio e di ciascun dipendente comunale, dirigente e non, al fine di valorizzare e premiare quei tanti dipendenti pubblici che il loro dovere lo fanno fino in fondo e viceversa di scovare quelle sacche di inefficienza che in qualsiasi struttura medio-grande inevitabilmente si annida. Da questo punto di vista fondamentale sarà anche l’apporto, oltre che dell’informatica di cui all’obiettivo precedente, anche del controllo di gestione, che necessariamente dovrà essere attivato.